Super Mario “WONDER”

Dopo undici anni siamo davanti ad una nuovissima versione di Mario, un’avventura inedita che sfida i concetti stessi della serie. Se fino ad oggi tutti i capitoli bidimensionali mantenevano un tono nostalgico, ora risulta evidente lo stacco con il passato.

Badate bene, noi siamo amanti di Mario in ogni sua forma (cominciammo a giocarlo su SNES) ma il timore che anche questo capitolo fosse troppo fedele a se stesso e si rifacesse alla sfruttatissima serie “NEW” delle ultime generazioni, era nell’aria.
Nonostante abbia mantenuto alcuni elementi delle ultime versioni, ci sentiamo di affermare che questa avventura porta con se molteplici novità che meritano di essere approfondite ed analizzate.

PRIMO APPROCCIO

Appena ci si approccia al titolo sembra del tutto inevitabile un confronto con i capitoli tridimensionali della serie, anzi, abbiamo ritrovato idee presenti in “Super Mario 3D World” (come il movimento sulla mappa di gioco per esempio) ma al contempo abbiamo apprezzato il fatto di rendere l’esplorazione più libera e svincolata da una numerazione sequenziale dei livelli. Ci siamo sentiti liberi di esplorare e di tornare sui nostri passi per approfondire il mondo di gioco o per puro completismo. Proprio questa “mancanza” rende ogni livello degno di nota, memorabile e non classificabile.
Una novità che concorre a rendere unico ogni stage è la presenza dei semi meraviglia. Quest’ultimi possono essere raccolti concludendo i livelli (a volte nelle loro molteplici uscite), oppure scovandoli all’interno di ogni singola corsa sfrenata (ma non più a tempo) permettendo un notevole effetto sorpresa.
A proposito di collezionabili, ogni livello nasconde tre monete viola che vanno ad incrementare il bottino di monete necessarie agli acquisti nei diversi empori ma, non sempre si riescono ad ottenere nella prima tornata di gioco e, questo elemento, aiuta la longevità e la rigiocabilità del titolo.
Per quanto riguarda le ambientazioni le abbiamo ritenute tutte degne di nota e coerenti ma, non ci hanno entusiasmato come altre notevoli novità.

LE NOVITA’

Una di queste è sicuramente il lancio dei nuovi “Power Up”. In totale sono tre i potenziamenti presentati su “Wonder”: Elefante, Bolla e Trivella. Senza spoilerare troppo, abbiamo ritenuto che il più iconico e divertente sia proprio “Mario Elefante”, non solo per l’aspetto esilarante e inaspettato ma anche per le dinamiche non eccessive ma funzionali al game play.
il potenziamento “Trivella” invece, risulta utile per eliminare alcuni nemici o per accedere ad alcune aree del livello.
in ultimo, il power up “Bolla”, non risulta di fondamentale importanza e, a nostro parere, molte volte verrà sostituito a favore di equipaggiamenti più tradizionali.
Sicuramente, quest’ultimi due non sono minimamente paragonabili a “Mario Elefante” che difatti è diventato l’emblema del titolo.
Ulteriori novità sono le “Spille” che, a conti fatti, sono dei potenziamenti che si possono selezionare ad inizio livello e permettono di rendere l’esperienza di gioco più semplice o maggiormente dinamica. A nostro parere, queste abilità non risultano di particolare importanza ma rappresentano un’ottima sperimentazione per possibili sviluppi futuri.
A livello grafico le novità più importanti riguardano le animazioni. I personaggi sembrano meno statici e sequenziali rispetto al passato, come anche i nemici. Crediamo che questo sia l’aspetto che maggiormente contraddistingue il titolo e lo pone un passo avanti rispetto ai predecessori.
Anche il comparto musicale è di ottimo livello e si inserisce in maniera ottimale in ogni circostanza, dettando il ritmo di gioco e aumentando l’immersione esperienziale del videogiocatore.

PERSONAGGI

Ci troviamo davanti a moltissimi personaggi giocabili ma, da questo punto di vista, l’eliminazione di caratteristiche soggettive (e con queste mi riferisco al salto leggermente più lungo di Luigi piuttosto che al salto che ha sempre caratterizzato la principessa Peach) a favore dell’utilizzo delle spille e dell’omogeneità dei singoli personaggi, non ci ha stimolato molto e, in quasi tutta l’avventura, abbiamo utilizzato il nostro personaggio preferito. Ottima l’idea di inserire Ruboniglio e Yoshi privi di “Power Up” ma immuni agli attacchi dei nemici.

LONGEVITA’ E DIFFICOLTA’

Noi abbiamo concluso il gioco al 100% in circa 20/25 ore. Non abbiamo riscontrato particolari difficoltà e lo abbiamo trovato un pochino più semplice rispetto ai titoli passati. Fanno eccezione alcuni livelli ovviamente che però, a nostro modesto parere, risultano distaccati dall’esperienza di gioco complessiva che può essere ugualmente godibile ignorando gli stage con tale difficoltà.

CONCLUSIONI

In conclusione, questo “Super Mario Wonder” risulta essere un coraggiosissimo Mario in due dimensioni che ha posto le basi per una futura evoluzione. Noi non lo abbiamo definito un capolavoro a causa di questi rimandi alla serie “New” e ad alcuni dettagli che spesso rendevano troppo prevedibile la soluzione di alcuni enigmi o le “Boss Fight” ma, senza ombra di dubbio, è un “Super Mario” a tutti gli effetti con una qualità unica e una cura al dettaglio quasi maniacale.