Gachiakuta : Recensione del manga rivelazione 2023

Ciao a tutti, benvenuti in questa nuova recensione. Questa volta non sarò solo a scriverla ma sarò con amiconerd!

Breve sinossi

In una baraccopoli dove vivono i discendenti dei criminali, Rudo, un ragazzo orfano, vive con il suo genitore adottivo, Regto, e si guadagna da vivere utilizzando le sue straordinarie capacità fisiche. Un giorno il giovane viene falsamente accusato di un omicidio e condannato a qualcosa temuto da tutti: viene gettato nell’abisso.

Risorgere dalle ceneri

Mangarandy – Questo manga mi ha colpito molto per la caratterizzazione di un personaggio molto sfortunato.

Il suo passato non è dei più rosei che si possano avere, ma il suo stile e le sue espressioni hanno fatto si di creare empatia con lui.

Il nostro protagonista si trova ingiustamente giustiziato per un crimine non commesso. La sua pena è quella di essere mandato nell’abisso.

L‘abisso è un luogo di macerie, spazzatura, disperazione e strane creature. Un world building ben strutturato che a tratti ricorda molto mondi fantasy già visti.

Rudo si trova spiazzato, impaurito, e non sa letteralmente cosa fare della sua vita.

L’unica cosa che lo lega ancora al suo passato sono un paio di guanti.

Stile grafico: il ritorno dello street art e del punk

Questo manga ha visibilmente dei tratti punk, molto street che ricordano i graffiti per strada.

Ed è proprio questa la caratteristica che lo rende unico, raro, e a tratti davvero originale.

Lo stesso disegnatore nel suo profilo social ha diverse fan art molto da street art che ricordano l’arte di strada, quella più pura e semplice. Vedendo i suoi disegni mi vengono in mente le bande di strada, quelle che imbrattano con i graffiti il loro territorio.

In queste pagine possiamo notare un’arte un po’ strana, diversa, differente e inusuale da trovare in un manga.

Per questo è una nota originale, perfetta per quest’opera.

Risalire dall’abisso per trovare la libertà

L’obiettivo del nostro protagonista è quello di ritornare in superficie.

Per farlo ha bisogno di gente che vive nell’abisso e sappia come risalire.

Veniamo a conoscenza dei ripulitori; gente che vive nell’abisso e combatte le creature.

La loro particolarità è quella di essere in possesso di un oggetto e usarne le sue potenzialità.

Nel corso della storia Rudo non sarà più solo, sarà affiancato da un gruppo che gli copre le spalle e scoverà la verità.

Il suo obiettivo non è quello di diventare più forte, ma quello di trovare la via di fuga dall’inferno in cui si è ritrovato in maniera inconsapevole e sbagliata.

La passione come motivazione

amiconerd – Mi ha colpito molto il tema che unisce i primi tre volumetti usciti finora, ovvero la motivazione che spinge Rudo. Se in un primo momento era la rabbia a prendere il sopravvento, man mano che andiamo avanti con la storia vediamo il nostro protagonista con una diversa consapevolezza.

Nell’abisso ha trovato persone con dei sentimenti, con qualcosa che lo accomuna a loro, ovvero il valorizzare gli oggetti e le persone.

Nel terzo volume Rudo riflette molto su ciò che lo motiva, e durante uno scontro è dovuto tornare alle origini con la sua mente. E’ stato proprio il suo padre adottivo, Regto, a spingerlo a trovare una passione che potesse colmare il suo vuoto, e soprattutto la sua rabbia. Il suo cuore era ed è per gli oggetti rifiutati, quelli non voluti da nessuno, ma che in realtà sono ancora belli, e potrebbero avere nuova vita con poche riparazioni.

E tutto questo ovviamente vale anche per le persone, Rudo infatti ha un debole per chi è stato rifiutato, proprio come lui.

Cosa lo rende diverso dagli altri manga

Gachiakuta si configura in un filone dark già seguito da diversi mangaka, e in linea con gli interessi dei lettori, ma ci sono delle differenze sostanziali tra i vari Jujutsu Kaisen, Chainsaw Man e altri manga simili.

Non ci sono demoni, spiriti, spettri o alieni. Ci sono mostri, ma non sono i soliti kaiju. Sono fatti di spazzatura, quella che la gente butta. Tutto ciò che viene rifiutato può diventare un “mostro”, in più sensi. Può essere l’accumulo di rifiuti che inquina così tanto la terra da renderla inospitale, può essere una persona che diventa malvagia perché rifiutata.

Gachiakuta unisce questi elementi, dandoci diverse prospettive e spunti di lettura, e soprattutto ci lascia delle riflessioni a cui possiamo dare delle risposte nel quotidiano.

Personalmente ve lo consiglio per i temi che tratta, oltre alla storia che secondo me ha quel qualcosa in più che lo rende unico.