L’incontro con una leggenda

MultiverseArt

“Ma quanto è bello condividere le proprie passioni con altre persone, magari con qualcuno che non conosci così da poter fare nuove amicizie”, questo è quello che ho pensato quando ho deciso di aprire MultiverseArt, la mia pagina Instagram dove parlo, da come si può intuire dal nome, di un multiverso di mie passioni; manga, comics, film, serie tv e tanto altro. Ora mi presento. Mi chiamo Antonio, ho 25 anni e sono un nerd.

La mia passione per il mondo di maga e fumetti nasce grazie alla tv. Io, come tanti, sono cresciuto con l’anime di DragonBall e appena venni a conoscenza che quella trasposizione cartoon derivava da un’ulteriore opera, ossia il manga di Dragonball, non potevo non leggerla. Ho quindi iniziato a leggere manga ben 13 anni fa, precisamente con l’uscita della evergreen edition di DragonBall nel lontano 2011. Vedere le prime tavole, conoscere per la prima volta Akira Toriyama è stata un’esperienza incredibile. Una mia particolarità è sempre stata l’andare alla scoperta di nuove opere, cercavo di non cadere nel banale, questo mi ha portato dopo 13 anni a non aver mai letto opere come Naruto o One Piece proprio perché volevo qualcosa di nuovo. Infatti, i miei primi manga, oltre Dragonball, sono stati “Sono Sakamoto”, “Blaze Driver” o ancora “Blue Exorcist”, opere che forse non tutti conosceranno ma che sono state la mia base nell’introduzione a questo mondo fantastico ed incredibile. Anche il mio approccio con il mondo dei comics inizia grazie alla televisione. Tutto è iniziato dalla trilogia su Spiderman di Sam Raimi. Vi racconto un aneddoto: un giorno stavo facendo una specie di analisi del terzo film di Spiderman così giusto per, e mentre cercavo tutti i personaggi che uscivano in quel film mi capita la scena dove appare un signore anziano che dice, non potrò mai dimenticare quella frase, “sai ragazzo, io credo che una persona la fa la differenza, ne sono convinto” ed ho pesato: come mai un personaggio che appare per giusto 5 secondi pronuncia una frase così bella ed importante? Mi misi a cercare e scoprii che quel signore anziano non era altro che Stan Lee. Ed è così che entrai nel mondo della Marvel Comics. Ovviamente anche da lì in poi iniziai a riempire la casa di comics, qui sono stato banale, ho iniziato da Spiderman. E mentre il mio conto andava sempre più in basso la mia cultura sui Comics andava sempre più in alto. Fino a … MultiverseArt!

John Romita Junior: i suoi esordi

La sua carriera inizia in Marvel UK, dove il suo compito era fare dei bozzetti per le copertine delle ristampe ma il suo vero e proprio debutto lo abbiamo in un Annual di The Amazing Spiderman del 1977, con la storia “Chaos at the Coffee Bean!”.

Figlio d’arte, del grande John Romita Sr., quest’ultimo non voleva che suo figlio diventasse un disegnatore. Romita Sr. lo iscrisse comunque in un istituto d’arte, sperando che nel frattempo cambiasse idea ma, fortunatamente, non accadde. Anche durante le pause estive, infatti, Romita Jr. andava sul posto di lavoro del padre per fare qualsiasi cosa. L’altra motivazione del perché il padre non voleva che il figlio intraprendesse anche lui questa strada è perché pensava che i fumetti avrebbero avuto vita breve, come disse in un’intervista “Gil Kane (creatore di personaggi Marvel come Adam Warlock, e Iron Fist) e io avevamo scommesso che i comics sarebbero morti all’inizio del 1961 o 1962. Evidentemente ci sbagliavamo”. Il punto di forza di Romita Jr. è sempre stato lo storytelling, anche quando disegna le copertine per le ristampe, sa come catturare l’attenzione. Cerca sempre di mostrare l’umanità dei personaggi riuscendo a creare un giusto mix anche con l’azione della scena, questa caratteristica insieme alla sua velocità nel realizzare le tavole lo resero un vero talento.

Romita Jr., come molti figli d’arte, fu spesso accusato di nepotismo e del fatto che i suoi disegni erano una copia di quelli del padre, ma come disse anche il padre “la sua personalità era così forte che non sarebbe potuto diventare un altro me. Capivo bene cosa stesse attraversando: mi stava imitando…ma imitava il mio storytelling, non lo stile di disegni”. Fu così che Romita Jr. dedicò la maggior parte degli anni 80 nel mettere a tacere queste voci, cercando un suo stile. Sulle sue prime pagine di The Amazing Spiderman possiamo vedere una lenta evoluzione, che iniziò ad allontanarlo dallo stile pulito del padre; quando poi si concluse la sua stori su Uncanny X-Man (la serie che vendeva di più nel mondo dei comics) il suo tratteggio nervoso si era ormai delineato e diventato un marchio di fabbrica e migliorò ancora nel corso della sua avventura sulle pagine di Daredevil con Ann Nocenti. Questo segna il primo decennio di John Romita Junior nel mondo dei fumetti.

Il primo incontro fumettistico con John Romita Junior

Quando venni a conoscenza della Marvel Comics attraverso il terzo film della saga su Spiderman di Raimi, il mio unico obiettivo era “voglio leggere una storia su Spiderman”. Non mi interessava quale, volevo solo conoscere altre storie su quel personaggio. Mi recai quindi in una libreria vicino casa che vendeva libri e comics abbastanza datati e li conobbi John Romita Jr. Precisamente con Amazing Spiderman 500 del 1963, sono sincero, principalmente lo presi per la copertina (disegnata da J. Scott Campbell riportata sotto), e quello sarebbe dovuto essere il mio unico acquisto ma il proprietario del negozio mi disse che il realtà quel volume conteneva solo una parte della storia al suo interno e quindi mi fece acquista anche gli altri volumi che contenevano la storia completa (Amazing Spiderman (1999) 57-58 e Amazing Spiderman (1963) 500-502). Se lo face per vendermi più roba oppure perché ci teneva che leggessi la storia completa questo non lo so, fatto sta che il mio primo approccio con John Romita Jr. e con Spiderman fu con la storia Buon Compleanno.

Version 1.0.0

Quella storia era incredibile, non solo perché era di Spiderman ma anche perché era piena di personaggi. Apparivano personaggi come Doctor. Strange, Thor, Iron Man, I fantastici 4 alcuni X-Man insomma non potevo iniziare da una storia migliore. Ma soprattutto, per chi non l’ha letto, era una storia dove Peter Parker ripercorreva tutti i momenti più importanti della sua vita da Spiderman (per motivi di spoiler non vi dico il perché) e quindi ho incontrato anche tutti i suoi principali antagonisti come l’uomo sabbia, l’avvoltoio, Lizard, Electro, Mysterio, la morte di Gwen Stacy e così via.  Insomma, fu davvero incredibile, pagherei oro per poter ritornare a quei tempi e leggere per la prima volta quella storia ed infatti, proprio per questo, reputo Buon Compleanno una delle storie più belle di Spiderman.

Incontro con John Romita Junior al Comicon Napoli 2024

Come avete potuto ben capire sono un ammiratore di Romita Jr. e quando fu annunciato al Comicon Napoli 2024 devo dire che un po’ di commozione c’era. Finalmente potevo incontrare la persona che mi ha fatto avvicinare al mondo dei comics, che mi ha fatto conoscere il mio super eroe preferito, un disegnatore che, come il padre, è destinato a restare nella storia del fumetto americano. Devo dire che la preparazione è durata giorni, avevo tantissime domande che volevo porgli, volevo fargli sapere le tantissime storie che lui ha disegnato come mi sono state d’aiuto. Il mio incontro è stato al terzo giorno di Comicon partecipando ad un evento esclusivo con posti limitati, il costo era abbastanza corposo ma io volevo avere del tempo con lui e quell’evento mi poteva dare questa possibilità. Nell’incontro c’era la possibilità di pover fare una foto e parlare con lui, scegliere una head art di uno dei suoi personaggi (Spiderman, Daredevil, Punisher, Iron Man, Thor) e avere la possibilità di farsi autografare 5 albi a scelta. Voglio mostrarvi uno di questi ultimi, perché è quello da dove è scaturita una discussione molto interessante e che ha risvegliato in Romita il ricordo di suo padre . La cover in questione è, infatti, stata fatta dai Romitas, ovvero come si facevano chiamare suo padre e lui quando collaboravano per qualche progetto. La Cover in questione datata 1999 è la seguente.

Durante il nostro incontro, mi ha raccontato della creazione di questa copertina e di quanto tempo abbiano impiegato per decidere la posizione perfetta per Spider-Man, insistendo sul fatto che dovesse essere sotto la pioggia. Questo particolare dettaglio, che potrebbe apparire spaventoso da alcuni punti di vista, è diventato un elemento iconico della cover. Nonostante il nostro incontro sia stato breve, è stato incredibile e la nostra conversazione resterà per sempre nella mia memoria. Per concludere, condivido la mia foto con lui insieme alla scelta dell’head art.