I fantastici Thunder 3 sono riusciti a distruggere il Blind Pack?
Ormai da qualche settimana è giunto nelle nostre fumetterie il nuovo prodotto Planet Manga distribuito con strategia blind pack, Thunder 3.
Il Blind Pack
Ogni volta che mi si propinano questi corroborati di marketing e presunto colpo di genio di qualche premio Nobel dell’editoria, subito storco un po’ il muso. Un fumetto incartato, che peschi alla cieca e lo spacchetti non sapendo all’interno quale delle cover variant ci sarà, mi sembra veramente un modo per far soldi sfruttando il collezionismo e non il prodotto di per se’. Tutto questo perché’ delle possibili tre copertine solo una e’ il pomo d’oro, la variant con stampa di sole 100 copie in tutta Italia, rara, che tutti vogliono avere per rivenderla a prezzi folli, alcuni fortunati ma un po’ meno troveranno invece la cover variant da 1000 copie e i comuni mortali la regular, a tiratura tendente all’infinito.
In questi casi c’è una sottile linea di confine nella mia mente che mi fa dubitare della scelta e si basa su questo semplice principio: ma se il manga fosse stato valido, sarebbe servita questa strategia accalappia lucro per venderlo?
Anche questa volta la mia mente aveva deciso di rinunciare al blind pack, come una mossa da rivoluzionaria e contro corrente che non finanzia questi mezzucci opinabili e per me poco allettanti, ma tutto è cambiato quando ho varcato la porta della fumetteria. Il mio caro fumettaro Gabriele, di Tanko fumetteria a Frascati, si era spacchettato una regular e l’aveva letta. A detta sua un manga promettente che conoscendo i miei gusti poteva ricaderci al 100% e mi racconta la trama.

Trama
Pyontaro, Tsubame e Hiroshi, tre amici che frequentano la stessa scuola e sono inoltre vicini di casa si ritrovano catapultati all’interno dell’universo di un videogioco per salvare Futaba, la sorellina di Pyontaro che entra anche lei in questa nuova dimensione e viene rapita.
Il mondo dove vivono i ragazzi è cartoonesco, in contrapposizione con l’universo iper realista del mondo del videogioco, inoltre quest’ultimo presenta degli alieni e al suo interno i ragazzi sviluppano capacità fisiche sovrumane.
Poche parole, strette e concise, che avrebbero fatto desistere molti, ma le ha dette un fumettaro, come si può ignorare un consiglio del proprio fumettaro.

Morale della favola l’ho preso senza troppi indugi e l’ho letto.
Devo dire che per essere un primo volume smuove la curiosità del lettore. La narrazione non si limita a raccontare la ricerca di Futaba, ma uno dei temi che sicuramente prenderanno piede nei prossimi volumi è quello degli alieni. Trattati in maniera marginale e accondiscendente in questa prima uscita, si intende gia’ che qualcosa di losco e grottesco si cela dietro le loro figure.
La funzionalità dei disegni inoltre è indiscutibile. Un’opera che può essere classificata come un isekai, tira una linea di demarcazione tra i due mondi grazie alla differenza abissale nel disegno, ma d’altra parte ti lascia un amletico dubbio riguardo il mondo del videogioco. Questo mondo è un universo parallelo reale o è solo frutto della fantasia e dell’ingegneria moderna? Tutto questo scaturito dal fatto che il mondo di fantasia è rappresentato con un tratto iper realistico.
La scelta inoltre di rendere i protagonisti fortissimi e con doti non umane ma straordinarie, è un preludio a un gioco di forza verso la riconquista della piccola Futaba che coinvolgerà le due dimensioni e gli ospiti extraterrestri.



