Togashi e i finali di HunterxHunter: la deumanizzazione di un artista.
Sicuramente molti di noi portano nel loro cuore le opere del maestro Yoshihiro Togashi, autore giapponese che ci ha deliziato nella sua produzione manga soprattutto con due titoli di eccellenza: YuYu Hakusho e HunterxHunter.
Le capacità artistiche dell’autore, superiori a quelle di tanti suoi colleghi, lo rendono un genio tra i mangaka. Grazie alla sua bravura nel creare universi sensazionali, personaggi carismatici e storie che non annoiano mai, il maestro si e ‘meritato un posto tra gli autori più amati.
Tuttavia, Togashi deve convivere con un altro primato, quello di essere criticato dalla maggior parte del suo pubblico.
Le critiche

Le prime critiche al maestro, infatti, arrivarono in concomitanza alle scelte artistiche riguardanti le fasi finali della stesura di YuYu Hakush0, con una conclusione definita troppo frettolosa e poco rappresentativa dell’opera.
Nel 1998 inizia la serializzazione del capolavoro del maestro, HunterxHunter, criticato ancor più del precedente prodotto. Togashi negli anni ha dimostrato che il suo immaginario fantastico è troppo ampio per essere confinato alle sue opere, suscitando nel lettore una spaventosa domanda: HunterxHunter avrà mai un finale?
Il punto di rottura avviene durante la serializzazione di HunterxHunter, sfortunatamente Togashi si ammala. A partire dal 2009 inizia ad entrare in un loop fatto da periodi di serializzazione e pause più o meno brevi, fino ad arrivare a due grandi interruzioni ciascuna di quattro anni. Un duro colpo per gli amanti di quest’opera, che non hanno esitato a far sentire la loro voce.
Gli insulti piombati sulla figura di Togashi sono stati molteplici, le critiche al suo modo di lavorare infinite e al contrario l’empatia e la comprensione per la sua condizione fisica, col tempo sono scese allo zero assoluto.
I finali di HunterxHunter

La risposta dell’autore è sempre stata onorevole, nel tempo ha cercato di proseguire il lavoro come meglio riusciva. Tutto questo non ha fatto che peggiorare la frustrazione dei fans e il giudizio su Togashi. Di recente tutto questo rumore ha portato a una reazione da parte dell’autore che con un sentimento di dovere verso i suoi lettori ha regalato un’intervista riguardante il finale di HunterxHunter.
Oltre a darci un’idea su cosa succederà in futuro elencando tre possibili scenari per la conclusione dell’opera, scritti dall’autore se ne avrà la possibilità, ne ha aggiunto un quarto, il più nefasto.
Se infatti l’autore dovesse venir meno prima di aver portato a termine uno dei suoi finali, ha già descritto a cosa dovremmo tener fede.
Questo susseguirsi di avvenimenti mi lasciano con l’amaro in bocca, e non perché’ da estimatrice di HunterxHunter, mi sento mancata di rispetto o offesa dall’atteggiamento di Togashi, ma perché’ questa spirale d’odio ha portato il pubblico a dimenticarsi che dietro questa immensa opera c’è una persona.
Un autore vive per il suo lavoro poiché’ è come un figlio, nato dalla sua mente, in cui mette a nudo tutto il suo essere. Noi siamo dei meri spettatori che traiamo gioia, dolore, tristezza, estasi e disprezzo alle spese dell’animo di un’altra persona. Un sacrificio di cui noi dovremmo essere grati, ma di cui la maggior parte delle volte ci dimentichiamo pensando solo che è giusto che uno scritto venga concluso, per il nostro puro piacere, a discapito della salute fisica e mentale di chi ci sta regalando se stesso.
È quindi giusto che un autore pensi alla sua morte solo in relazione a quella che è la nostra richiesta di vedere il suo lavoro finito e quindi regalandoci ciò che vogliamo? Ci meritiamo che Togashi si rimetta chino sulle tavole a disegnare HunterxHunter? Per me la risposta è no.



